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Tether dovrà pagare una multa da 41 milioni di dollari

L'azienda ha mentito sulle proprie effettive riserve

Tether Limited, l’azienda che si muove dietro la più grande stablecoin attualmente esistente, dovrà pagare una multa di 41 milioni di dollari emessa dalla Commodity Futures Trading Commission (CFTC) degli Stati Uniti. L’azienda, questa è la motivazione del provvedimento, ha infatti mentito sulla consistenza delle sue riserve garantite per legge. Anche la consociata di Tether, l’exchange di criptovalute Bitfinex, è stata multata a sua volta per 1,5 milioni di dollari. In questo caso per aver effettuato “transazioni illegali di merci al dettaglio fuori borsa in beni digitali”. Un provvedimento che non solo obbliga a riconsiderare l’attendibilità dell’azienda, ma il quale sembra destinato a rinfocolare la polemica di una parte della politica contro gli asset digitali.

tether - Tether dovrà pagare una multa da 41 milioni di dollari

Tether, una risorsa estremamente controversa

Tether è una risorsa estremamente controversa e ormai da tempo oggetto di aspra polemica. Se l’azienda sostiene che gli asset digitali emessi sono coperti da dollari USA, i suoi detrattori affermano trattarsi di una pura e semplice bugia. Una tesi, la seconda, la quale è naturalmente destinata a trarre vigore dalla sanzione emessa da parte della CFTC.
La commissione, infatti, sostiene che Tether abbia fornito false affermazioni sui fondi di garanzia. In particolare, nel periodo compreso tra il 1 giugno 2016 e il 25 febbraio 2019, le monete di Tether non sono state completamente coperte da dollari statunitensi per la maggior parte dell’arco temporale preso in considerazione.

Cosa sostiene la CFTC

L’ordinanza emessa dalla CFTC è molto precisa nella sua accusa. La commissione ha infatti rilevato che Tether ha omesso di aver incluso crediti non garantiti e attività non legali nelle sue riserve. E, ancora, ha affermato una cosa assolutamente falsa, ovvero di essere stata sottoposta a controlli professionali di routine tesi a dimostrare di aver mantenuto riserve al 100% in ogni momento. Dal comunicato si apprende invece le effettive riserve di Tether non sono state mai verificate. In realtà, l’azienda deteneva riserve legali sufficienti nei suoi conti in grado di sostenere i token in circolazione solo per il 27,6% dei giorni nel periodo di 26 mesi che va dal 2016 al 2018.
Infine, secondo la commissione sarebbero state utilizzate in queste operazioni entità non regolamentate e terze parti, in modo da poter detenere fondi. Una serie di pratiche assolutamente prive di trasparenza e destinate a pesare non poco sulla reputazione della società.

I motivi della sanzione contro Bitfinex

Per quanto riguarda invece Bitfinex, CTFC sostiene che la piattaforma è stata sanzionata per aver intrapreso transazioni illegali di merci nel periodo che va dal primo giorno di marzo 2016 almeno sino al 31 dicembre 2018. In pratica, l’exchange avrebbe consentito a cittadini statunitensi di acquistare e vendere Bitcoin e Tether senza però avere proceduto alla necessaria registrazione presso l’organismo.
A margine del comunicato, Rostin Behna, presidente ad interim della commissione, ha affermato l’intenzione di proseguire la sua lotta contro tutte le pratiche scorrette o fuorvianti tali da avere un impatto sui mercati che ricadono sotto la sua giurisdizione.

Tether, la polemica è dietro l’angolo

Dopo il provvedimento della CFTC, la polemica su Tether e sulle stablecoin in genere è naturalmente destinata a riprendere vigore. Le criptovalute ancorate al dollaro sono da tempo accusate di non avere le riserve a garanzia di ogni token emesso. Mettendo quindi a rischio coloro che decidono di fruirne. Accuse che sono sempre state rimandate indietro, ma che ora si dimostrano assolutamente fondate.
Resta da capire come la prenderanno i politici che non hanno mai nascosto la loro allergia nei confronti dell’innovazione monetaria. I quali potrebbero presto passare all’attacco chiedendo provvedimenti restrittivi al massimo.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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