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Tether potrebbe finire sotto il mirino della SEC?

A rivelarlo è stato un giornalista di New Republic, Jacob Silverman

Secondo un giornalista di New Repubblic, Jacob Silverman, Tether potrebbe essere sotto inchiesta da parte della Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti. Una conclusione la quale deriva dal tentativo di inoltrare una richiesta FOIA (acronimo di Freedom of information Act) presso la stessa SEC da parte del giornalista. Cui l’autorità di controllo dei mercati finanziari a stelle e strisce ha risposto in maniera assolutamente sorprendente. Affermando cioè che i documenti richiesti non sono al momento disponibili in quanto al vaglio della stessa SEC.
Occorre anche ricordare un altro fatto abbastanza sorprendente. Sempre Silverman, infatti, nell’ambito delle ricerche che stava portando avanti su Tether, aveva provato ad avanzare analoga richiesta nel mese di febbraio. Ottenendo risposta anche in quel caso negativa, motivata dal fatto che non esisteva materiale al riguardo. Ora la situazione sembra essere mutata in maniera estremamente significativa.

tether - Tether potrebbe finire sotto il mirino della SEC?

Tether, cosa è mutato nel frattempo?

Proprio l’esito della prima richiesta, secondo alcuni osservatori, dimostrerebbe che nel frattempo la SEC ha iniziato a investigare su Tether. Una indagine la quale potrebbe essere di scarsa o nulla importanza e motivata dalla necessità di tenere sotto osservazione una situazione che ha visto la stablecoin crescere in maniera fortissima per quanto riguarda il suo market cap nel corso di questi mesi. Aiutata in particolare dalla crescita di Bitcoin, la quale gli ha permesso di superare i 60 miliardi di dollari in termini di capitalizzazione di mercato. E di essere ormai prossima ai 70, ovvero ad un passo dal terzo posto della classifica di CoinMarketCap, attualmente detenuto da Cardano.
Mesi durante i quali, però, i vertici dell’azienda avrebbero collaborato in maniera estremamente puntuale con l’autorità di controllo. In particolare per quanto riguarda le riserve che devono fare da base allo stesso market cap. Sulle quali sembra siano stati sciolti tutti i dubbi circolati anche nel recente passato.

Il market cap di Tether è completamente coperto dalle riserve

Il market cap di Tether è completamente coperto dalle riserve. A sostenerlo è stata Moore Cayman, società cui è stato affidato il compito di dare vita ad un audit sul CRR (Consolidated reserve Report) della stablecoin. Dal quale è risultato che al 30 giugno 2021, Tether aveva attività consolidate pari ad oltre 62,7 miliardi di dollari, a fronte di passività pari a 62,6 miliardi.
Ne consegue che le attività superano, anche se di poco, le passività. Una notizia di non poco conto e tale da rispondere all’esigenza di una completa trasparenza, tesa ad aumentare la fiducia degli investitori. La quale, però, potrebbe essere incrinata proprio dalla notizia pubblicata da Silverman. Che a sua volta, però, necessita di ulteriori conferme, le quali potrebbero arrivare già nel corso delle prossime settimane.

Cosa c’è da attendersi, ora?

Naturalmente la notizia rilanciata da Jacob Silverman necessita di ulteriori chiarimenti. Il tutto potrebbe infatti rivelarsi la più classica delle bolle di sapone. L’aggressività mostrata però nel corso degli ultimi mesi dalla SEC non dovrebbe però lasciare tranquilli i vertici dell’azienda. Sotto la guida di Gary Gensler, infatti, l’autorità ha dato vita ad una serie di atti i quali non sembrano ispirati da intenzioni amichevoli. E che hanno notevolmente sorpreso il settore criptografico, il quale aveva erroneamente giudicato il nuovo numero uno della Securities and Exchange Commission alla stregua di un alleato, o quasi.
Un giudizio che si sta effettivamente rivelando errato, alla luce del quasi totale allineamento di Gensler agli input provenienti dalla politica. Tanto da suscitare più di una semplice inquietudine per quanto riguarda Tether.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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