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Tezos chiude la causa legale con il pagamento di 25 milioni di dollari

Una vicenda destinata a fungere da vero e proprio spartiacque

Si è finalmente conclusa, dopo tre lunghi anni, la vertenza legale che vedeva protagonista Tezos. Una causa che era stata intentata nei confronti di Kathleen e Arthur Breitman, i fondatori dell’azienda, e della Tezos Foundation.
Il motivo alla base delle accuse era da ricercare nel fatto che l’ICO promossa dai soggetti querelati comprendeva una offerta di titoli priva di licenza. In pratica non doveva avere luogo, in base alla legge.

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Tezos: cosa ha deciso il giudice

A giudicare l’accaduto è stato il giudice Seeborg, il quale ha dato il suo via libera all’accordo raggiunto nel frattempo dalle controparti. Accordo che prevede la concessione di 25 milioni di dollari a favore dei querelanti. I quali dovranno essere divisi tra “tutte le persone ed entità” le quali hanno partecipato all’offerta iniziale di monete di Tezos, avvenuta nei primi tredici giorni di luglio del 2017, abbiano venduto i token in questione riportando una perdita prima del 25 novembre 2019, non li abbiano alienati prima di questa data o non siano in grado di accedere al proprio denaro virtuale a causa dello smarrimento di password.
Per poter partecipare alla transazione, gli interessati dovranno presentare un reclamo prima del prossimo 16 ottobre. L’avvocato dei querelanti ha anche ricevuto le parcelle degli avvocati pari a un terzo dei fondi di transazione, oltre ad una cifra superiore a 203mila dollari di spese legali che gli imputati dovranno pagare in via separata.

La prima class action mossa nei confronti di una ICO

La vicenda che ha interessato Tezos riveste una notevole importanza, anche se non se è parlato abbastanza. Si tratta infatti della prima class action in assoluto nei confronti di una ICO (Initial Coin Offering).
La vicenda ha avuto inizio il 25 ottobre del 2017, quando la Corte Superiore della California ha deciso di accogliere l’azione di rivalsa da parte di Andrew Baker. Alla classe in questione sono stati associati tutti coloro che hanno proceduto ad acquistare i “Tezzies”. Proprio questo è il nome che indica i token che dovrebbero essere già stati minati e associati alla blockchain di Tezos. Una potenziale platea di 30mila persone circa che secondo Baker avrebbero ricevuto un danno dall’operazione. I token emessi, infatti, non dovevano essere immessi sul mercato. A vietarlo era il fatto di non corrispondere alla definizione di sicurezza contenuta nel rapporto della SEC (Securities and Exchange Commission) sulla DAO.

Chi erano gli imputati

A rispondere di quanto accaduto, Baker aveva chiamato Dynamic Ledger Solutions, Inc. (DLS), il possessore del codice sorgente della blockchain di Tezos e di ogni “proprietà intellettuale” legata ad essa e ai suoi fondatori, oltre ai coniugi Arthur e Kathleen Breitman. L’accusa aveva inoltre compreso la Strange Brew Strategies LCC (azienda assunta dai Breitman al fine di promuovere l’offerta del token), la Fondazione Tezos (organizzazione creata in Svizzera con il preciso scopo di emettere l’offerta) e Johann Gevers (presidente della Fondazione stessa).
In base all’accordo stipulato, i querelanti hanno rinunciato ad ogni diritto di promuovere ulteriori azioni legali nel futuro nei confronti degli imputati.
L’accordo raggiunto è stato elogiato dal giudice Seeborg. Un giudizio motivato dalla considerazione che la causa promossa presentava una serie di aspetti con cui la giustizia non si ancora confrontata. Proprio per questo la vicenda potrebbe rappresentare un vero e proprio spartiacque da ora in avanti.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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