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The Game chiamato a pagare 12 milioni di dollari per aver promosso una ICO non registrata

La vicenda in questione è quella relativa a Paragon

Jayceon Terrell Taylor, ovvero il rapper statunitense The Game, potrebbe presto essere obbligato a pagare dodici milioni di dollari, per aver promosso una Inital Coin Offering (ICO) priva di regolare autorizzazione. L’operazione in questione è quella relativa a Paragon, una società di criptovalute la quale si proponeva l’intento di utilizzare la tecnologia blockchain al fine di promuovere l’industria della cannabis. Ma andiamo a vedere più da vicino la vicenda, per comprenderne meglio i termini.

The Game - The Game chiamato a pagare 12 milioni di dollari per aver promosso una ICO non registrata

The Game e la promozione illegale di Paragon

The Game è stato assoldato nel corso del 2017 dal CEO di Paragon, l’ex modella Jessica Versteeg, al preciso fine di promuovere pubblicamente i token PRG sui suoi social media. In particolare il rapper lo ha fatto presentandosi accanto alla Versteeeg in un tweet, il quale affermava l’intento di cambiare il settore della cannabis. Una vera e propria rivoluzione nella quale, naturalmente, un ruolo di primo piano sarebbe spettato proprio a Paragon.
Una promozione la quale, a quanto sembra, si è rivelata estremamente efficace.  L’ICO, infatti si è tramutata in un enorme successo riuscendo a raccogliere tra il 15 aprile e il 15 ottobre del 2017 un totale di 70 milioni di dollari dagli investitori. Il problema, però, è che la collocazione in questione non era autorizzata, ovvero fuori legge. E ora anche l’artista potrebbe essere chiamato a pagarne le conseguenze.

L’ICO di Paragon non aveva le necessarie autorizzazioni

A svelare l’arcano è stato un investitore nella società, Astely Davy, nel 2018. Proprio lui, infatti ha deciso di intentare una causa contro Paragon per aver condotto una vendita di titoli non registrata. Affermando inoltre che l’azienda dovrebbe essere obbligata a rimborsare i partecipanti all’ICO in quanto sprovvista della necessaria autorizzazione rilasciata dalla Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti. Una tesi accolta dalla SEC, la quale ha intimato la restituzione dei soldi ricevuti ai dirigenti di Paragon. Le conseguenze della vicenda, però, ora rischiano di propagarsi ad altri attori della stessa.

Ora tocca anche a The Game

Se nel primo atto della vicenda The Game non era stato chiamato in causa, ora anche lui potrebbe ritrovarsi in mezzo ad un mare di guai. il giudice distrettuale federale degli Stati Uniti, Jeffrey S. White, ha infatti rivelato come nell’ambito del reclamo la corte abbia potuto constatare la presenza di ampie prove incriminanti contro di lui.
Secondo il giudice, in particolare, il rapper avrebbe agito per il proprio tornaconto o per quello di Paragon. Una precisazione non da poco, in quanto da ora in avanti sarà considerato un membro integrante del progetto e chiamato a condividerne i destini. E proprio in tale veste potrebbe essere chiamato a versare 12 milioni di dollari.

La caccia alle ICO prosegue ad oltranza

Com’è ormai noto, le ICO sono ormai un ricordo del passato. Nonostante ciò, la magistratura prosegue ancora oggi la caccia a coloro che si sono resi responsabili di palesi violazioni delle normative. In particolare proprio nel periodo tra il 2017 e il 2018, quando la febbre per le offerte iniziali di criptovalute raggiunse il suo culmine. Tra le vicende emerse sino a questo momento, va ad esempio ricordata quella di Steven Seagal, la quale ha visto l’incriminazione di tre persone. Si tratta però soltanto della classica punta dell’iceberg, considerata l’ampiezza del fenomeno nel periodo in questione. Molti altri, quindi, potrebbero essere presto perseguiti nello stesso filone di inchieste.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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