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Tre nuovi membri per Libra Association

Libra - Tre nuovi membri per Libra Association

La Libra Association ha dato il benvenuto a tre nuovi membri. Si tratta di Temasek, Paradigm e Slow Ventures, fondi di investimento che hanno ravvisato nella nuova criptovaluta di Facebook una buona opportunità di guadagno.
Il loro arrivo si somma a quelli recenti di Shopify, Tagomi, Heifer International e Checkout.com, i quali hanno parzialmente compensato le defezioni di alcuni grandi gruppi che in un primo momento avevano aderito al progetto, per poi sfilarsi di fronte all’opposizione del mondo politico.

Chi sono i nuovi arrivati

Come abbiamo ricordato, le aziende che hanno deciso di entrare sono fondi di investimento. Temasek ha sede a Singapore, mentre le altre due sono di San Francisco.
In tutti e tre i casi si tratta di aziende focalizzate verso l’innovazione, le quali hanno già in passato abbracciato progetti nei settore della blockchain e delle monete virtuali e sembrano intenzionate a proseguire sull strada intrapresa.

Il benvenuto di Dante Disparte

A commentare l’arrivo dei tre gruppi è stato Dante Disparte, vice presidente e responsabile delle politiche e delle comunicazioni di Libra Association. Secondo il quale Temasek, Paradigm e Slow Ventures sono in grado di apportare preziose competenze al progetto di Facebook, proprio alla luce di una propensione di vecchia data.

Restano le incognite su Libra

Se il numero di nuovi arrivi si è intensificato nel corso degli ultimi mesi, resta comunque da capire se Libra potrà finalmente decollare, oppure sarà trattenuta a terra dall’opposizione del mondo politico. Una opposizione forte non solo negli Stati Uniti, ma anche dall’altra parte dell’Atlantico. Dovuta soprattutto alle esigenze giudicate smodate esplicitate dal White Paper di Libra, le quali non hanno mancato di far drizzare le orecchie a coloro che ormai da tempo guardano con aperto sospetto a Mark Zuckerberg.

Il progetto originario è stato cambiato?

Proprio il White Paper, però, è al centro di voci che lo vorrebbero nel frattempo modificato rispetto alla stesura originaria.
La riprova sarebbe da ravvisare nella recente richiesta inoltrata alla Finma, l’autorità di vigilanza su mercato finanziario svizzero, per poter operare alla stregua di sistema di pagamento.
A rivelare quanto accaduto è stato Lars Schlichting, CEO di Poseidon Group, secondo il quale il nuovo progetto prevede non soltanto stablecoin multi-valuta, ma anche una monovaluta. Circostanza che aiuterebbe Libra ad avanzare verso un esito favorevole.

Cosa potrebbe accadere ora

Va sottolineato che l’iter procedurale utilizzato dalla Svizzera permette a chi richiede le licenze di proporre un sistema ancora aperto. In tal modo sarebbe più facile accogliere le richieste di modifica provenienti da Finma e spianare la strada verso la conclusione del procedimento.
Una scelta, quella operata da Libra, che dimostra la volontà di Zuckerberg di andare incontro alle richieste degli enti di vigilanza, proprio al fine di appianare ogni possibile divergenza. Un comportamento in linea con quanto promesso dal fondatore di Facebook, quando il fuoco di sbarramento della politica sembrava impossibile da superare.
Proprio alla luce degli ultimi eventi, gli analisti sono tornati a chiedersi se e quando Libra riuscirà a fare la sua comparsa sul mercato. Se l’ipotesi di un lancio alla metà dell’anno in corso sembra ormai irrealizzabile, non si esclude che la nuova valuta virtuale di Facebook possa fare il suo debutto ufficiale verso la fine del 2020.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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