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Trump potrebbe concedere la grazia a Ross Ulbricht?

Si rincorrono le voci sul fondatore di Silk Road e su Julian Assange

Donald Trump si avvia ormai a lasciare la Casa Bianca a Joe Biden, dopo il rigetto dei suoi ricorsi contro l’esito delle presidenziali.
Nell’ultima fase del suo mandato, però, potrebbe dare vita a imprevisti colpi di coda. Tra i quali la grazia a Ross Ulbricht, il controverso fondatore di Silk Road, uno dei maggiori mercati del Dark Web. Ovvero la parte di Internet in cui avvengono i traffici di narcotici, armi ed esseri umani.
A riportare la notizia è stato il Daily Beast, secondo il quale Trump si troverebbe ancora in fase di valutazione dell’intera vicenda. E non solo di questa, stando almeno alle clamorose voci che si stanno rincorrendo in queste ore.

ross ulbricht - Trump potrebbe concedere la grazia a Ross Ulbricht?

Chi è Ross Ulbricht

Come abbiamo già ricordato, Ross Ulbricht deve la sua notorietà alla creazione di Silk Road. Un atto per il quale ha riportato la condanna all’ergastolo, nel 2015, senza condizionale. Una pena motivata con le violazioni alle leggi vigenti in tema di riciclaggio di denaro, traffico di stupefacenti e frode.
La condanna, però, è stata contestata da più parti, a partire dal mondo crittografico. Tanto da portare al varo di una campagna, “Free Ross”, che nei mesi precedenti al processo riscosse notevole successo.
Una campagna la quale ottenne anche l’avallo di Roger Ver, il quale dichiarò il suo proposito di donare 10 dollari alla difesa di Ulbricht per ogni utente il quale avesse rilanciato il suo messaggio su Twitter. Aggiungendo che secondo lui il fondatore di Silk Road era da considerare un eroe. Un giudizio condiviso da molti criptofans, ma non certo dall’accusa.

Perché la condanna di Ross Ulbricht destò clamore?

La condanna riportata da Ross Ulbricht è stata contestata dalla sua famiglia e dal team legale in base alla motivazione che si tratterebbe di un attacco alla libertà del web.
Le leggi vigenti, infatti, non ritengono gli host dei siti parte civile per le azioni illegali operate da terzi sui loro siti. Un principio evidentemente saltato nel caso in questione, come affermato da Joshua Dratel, l’avvocato cui Ulbricht si è affidato nella speranza di veder prevalere la sua tesi. Il quale, in vista del dibattimento affermò che il suo cliente, ad esempio, non era accusato di aver posseduto o venduto droghe, ma di aver gestito un sito dove le sostanze stupefacenti venivano comprate e vendute da altri. E, ancora, rimarcò l’infondatezza dell’accusa relativa al riciclaggio di denaro, considerato come i Bitcoin non costituiscono una vera e propria valuta.
Argomenti poi demoliti dall’esito processuale, ma i quali continuano ad essere agitati dai sostenitori di Ulbricht.

Trump potrebbe concedere la grazia a Julian Assange?

Il nome di Ross Ulbricht, in queste ore, viene associato a quello di Julian Assange, il fondatore di Wikileaks. Attualmente detenuto a Londra, Assange viene accusato di aver collaborato con l’analista della Cia Chelsea Manning e aver divulgato nel 2010 centinaia di migliaia di dispacci diplomatici top secret. Ovvero di una delle più clamorose fughe di notizie della storia.
Secondo le indiscrezioni che si stanno rincorrendo in queste ore, Trump potrebbe concedere la grazia presidenziale anche a lui. Come del resto richiesto da più parti, tra cui la moglie, l’avvocato Stella Morris e Pamela Anderson, ex compagna di Assange, la quale si è recata ripetutamente a visitarlo nei sette anni in cui è rimasto confinato all’interno dell’ambasciata ecuadoriana di Londra.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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