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Uber va parzialmente in controtendenza su Bitcoin

L'azienda californiana non investirà sul token, ma lo accetterà come mezzo di pagamento

In un momento in cui sono sempre di più le grandi aziende che decidono di investire su Bitcoin, ce n’è una che ha almeno al momento deciso di andare controtendenza. Si tratta di Uber, l’azienda di trasporto automobilistico privato di San Francisco, la quale ha affermato la sua intenzione di permettere i pagamenti in BTC, ma di non essere, almeno per il momento, intenzionata ad investire sull’iconico token inventato da Satoshi Nakamoto.

Uber - Uber va parzialmente in controtendenza su Bitcoin

La dichiarazione di Dara Khosrowshahi

A precisare la posizione di Uber è stata Dara Khosrowshahi, il CEO dell’azienda californiana, nel corso di una intervista rilasciata a CNBC contenuta all’interno di una puntata di Squawk Box.
Rispondendo ad una precisa domanda in tal senso, la donna ha infatti affermato che la questione è stata oggetto di discussione all’interno delle sfere dirigenziali dell’azienda. La decisione è stata quella di escludere un atto in tal senso, in quanto sarebbe meglio non darsi ad attività di chiaro sapore speculativo e investire invece nella crescita di Uber all’interno del settore in cui opera.

I pagamenti saranno invece accettati

Se è stato escluso l’acquisto di Bitcoin, nell’immediato futuro potrebbe però essere consentito alla clientela di Uber il pagamento sotto forma di criptovalute. Dando quindi una opzione in più, ritenuta preziosa sia per i riders che per la clientela.
Una risposta abbastanza netta, al momento, la quale non esclude però che nel corso dei prossimi mesi l’azienda possa mutare idea. Come del resto hanno fatto in tanti nel corso degli ultimi anni. A partire da quell’Elon Musk che partito da posizioni di scetticismo sul Bitcoin, ha ora optato addirittura per un investimento diretto da parte di Tesla, per un totale di 1,5 miliardi di dollari, tale da destare grande impressione sia sui mercati che presso l’opinione pubblica.

Anche Morgan Stanley sembra decisa a investire su BTC

Nel corso delle ultime ore, si è iniziato a parlare di un possibile impegno di Morgan Stanley in direzione dei Bitcoin. Lo ha fatto Bloomberg, citando Counterpoint Global, una società d’investimento da 150 miliardi di dollari rientrante nella galassia dell’istituto bancario. Va però precisato che non si tratterebbe di un vero e proprio esordio nel settore, considerato come Morgan Stanley vanti già una partecipazione di quasi l’11% in MicroStrategy, società che ha già investito rilevanti risorse in BTC.

Bitcoin è una bolla? Anche il denaro tradizionale lo è

La FCA (Financial Conduct Authority), l’ente preposto alla vigilanza dei mercati finanziari del Regno Unito, proprio recentemente ha voluto mettere in guardia gli investitori. Affermando che occorre fare molta attenzione nel puntare i propri soldi sul Bitcoin, in quanto chi lo fa potrebbe perdere tutto.
Una presa di posizione inusuale. Sulla quale ha avuto da ridire anche JP Morgan in un suo studio. Nel quale ha affermato che senz’altro i livelli di valutazione raggiunti appaiono insostenibili già sul medio periodo (mentre quelli del Nasdaq o dello Standard&Poor’s 500, sarebbero del tutto giustificati dai fondamentali, tipici di una pandemia).
Aggiungendo al contempo, ad opera di Howard Wang, l’ex analista di Bridgewater che ha provveduto a fondare Convoy Investment, come anche il sistema delle valute fiat lo sia. A renderlo tale è in particolare l’operato delle banche centrali. Tanto da spingerlo ad affermare come l’attenzione sulle criptovalute rappresenti nulla di più di una mossa politica. Tesa a cercare di condizionare l’opinione pubblica.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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