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Unified Identity Protocol: il nuovo protocollo di sicurezza sviluppato da Iota

IOTA, un progetto dedicato principalmente al settore dell’Internet of Things che utilizza Tangle, ha comunicato di aver sviluppato un nuovo Unified Identity Protocol. 

Secondo il whitepaper, la mancanza di strumenti decentralizzati da utilizzare per l’identificazione dei soggetti può portare a delle informazioni inaccurate, errate e persino fraudolente, in quanto l’interlocutore può aver celato la sua identità o peggio ancor preso l’identità di qualcun altro.

Non a caso, nel settore delle criptovalute e della blockchain ci si trova sempre più spesso dinanzi a procedure come il Know Your Costumer, ossia il KYC, oppure l’Anti Money Laudering ossia l’AML, strumenti che servono a limitare e anche ad identificare i soggetti che cercano di operare nel settore in modo fraudolento.

Se per esempio, un soggetto riuscisse a rubare 50 milioni di dollari in criptovalute, come successo anche di recente sulla piattaforma di UpBit, e poi volesse prelevare ciò che ha rubato, dovrebbe per forza di cose passare per le procedure KYC e AML, che permettono di bloccare il prelievo, sempre che prima non siano stati congelati i fondi rubati.

IOTA sottolinea, che al momento il W3C ossia il World Wide Web Consortium prevede già diverse bozze di un sistema che possa bloccare queste azioni, ma che essendo basato su DLT, quindi su dei sistemi notoriamente permissioned, possono essere soggetti alla modifica da parte di malintenzionati.

Al contrario, usando la blockchain pubblica ciò non accade, in quanto dato che si tratterà di un algoritmo che si basa su IOTA stessa, e che dunque utilizza il suo stesso codice open source.

Ovviamente un sistema identificativo di questo tipo è adatto sia alle macchine sia alle persone, in quanto come ben sappiamo, non esiste un protocollo universale adottato dai vari prodotti IoT, per questo motivo per la maggior parte dei casi non c’è comunicazione tra loro o identificazione. Invece sfruttando un sistema unico e decentralizzato, con il protocollo Tangle, sarà possibile innescare una piccola rivoluzione nel settore. 

Silvia Faenza

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dal 2015 si occupa della gestione dei contenuti per aziende e agenzie editoriali online, principalmente in qualità di ghostwriter, copywriter e web editor.
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