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Uniswap sfonda i 2 miliardi di valore totale bloccato

E' la prima azienda DeFi a sfondare questa soglia

La finanza decentralizzata (DeFi) continua a crescere ad un ritmo impetuoso. Come dimostrano gli 11 miliardi di dollari in termini di risorse digitali bloccati sulle varie piattaforme.
Un trend il quale continua a sollevare notevoli interrogativi, e timori, negli analisti e in alcune personalità di rilievo del mondo crittografico. Alcuni dei quali non hanno alcuna reticenza nel definire la DeFi alla stregua di una bolla, come fu qualche anno fa per le ICO.
In questa scena va comunque sottolineato il dominio esercitato in questo momento da Uniswap. Progetto che ha appena sfondato la soglia dei 2 miliardi di dollari in valore patrimoniale bloccato. Come attestato da DeFi Pulse.

Uniswap - Uniswap sfonda i 2 miliardi di valore totale bloccato

I dati di DeFi Pulse

Secondo DeFi Pulse, il TVL (Total Value Locked) in Uniswap rappresenta ormai il 18,67% di quello totale bloccato nei prodotti DeFi. Il quale sarebbe attualmente pari a 11,1 miliardi di dollari. Capeggiando quindi la relativa classifica davanti a Maker, una piattaforma di prestito e prestito che consente il conio dello stablecoin DAI, la quale ha sinora collezionato un TVL totale di 1,93 miliardi di dollari.

A cosa sarebbe dovuto il successo attuale di Uniswap?

Secondo gli addetti ai lavori, l’attuale successo di Uniswap sarebbe da collegare al recente lancio di UNI, il suo token nativo, avvenuto all’inizio di settembre. Il quale ha dato modo al progetto di reagire all’assalto di SushiSwap.
Un assalto peraltro finito in farsa, a causa delle bizzarre mosse di uno dei suoi fondatori, Chef Nomi, le quali hanno fatto sorgere notevoli dubbi sull’effettiva validità della proposta.
Per quanto riguarda il ruolo svolto da UNI, basti pensare che dopo il suo lancio, verificatosi il 17 settembre, sono bastate appena 48 ore per vedere crescere il TVL di Uniswap di ben 748 milioni di dollari.

I margini di crescita di Uniswap sono incredibili

C’è poi un altro dato che è stato messo in risalto dagli analisti, per quanto riguarda Uniswap. Ci sono infatti ancora 4 miliardi di UNI da distribuire agli utenti.
Ciò significa che l’exchange decentralizzato è destinato a diventare la prima piattaforma di finanza decentralizzata a toccare un valore di 410 miliardi di dollari in termini di valore totale bloccato.

Dati che fanno paura

La forza rappresentata dai dati, sembra però anche essere il possibile punto di debolezza della DeFi. Le cifre di cui si parla, infatti, sembrano assomigliare sempre di più al classico schema piramidale che già tante volte ha seminato distruzione nel campo degli investitori pronti a dargli fiducia.
Come è del resto già accaduto per le ICO di qualche anno fa, la maggior parte delle quali sono servite solo a drenare soldi da incauti investitori, sparendo senza neanche aver fatto il proprio esordio sui mercati.

La DeFi è una bolla?

Proprio alle ICO fanno riferimento gli osservatori che stanno cercando di mettere in guardia chi vuole investire in finanza decentralizzata. La speranza è che accada quanto avvenuto con le dot.com, a cavallo del nuovo millennio. Quando le aziende tecnologiche dettero vita ad una bolla che scoppiò, lasciando però lo spazio ai progetti migliori come Amazon.
Sperano al contempo che in caso di eventi di questo genere, non siano troppe le persone a rimanere danneggiate. E che, soprattutto, ciò non vada a segnare la fine anticipata di un settore dalle grandi potenzialità.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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