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Wallet Crypto in USA: potrebbe cambiare la regolamentazione

Secondo quanto affermato dal CEO di Coinbase per i Wallet Crypto in USA potrebbe presto cambiare la regolamentazione, pianificando nuove norme per wallet non custodian.

Coinbase scaled - Wallet Crypto in USA: potrebbe cambiare la regolamentazione

I Wallet Crypto in USA potrebbero essere presto interessati da una nuova regolamentazione. Infatti, secondo quanto rivelato su twitter dal CEO e cofondatore di Coinbase Armstrong ha avvisato che ci potrebbe essere l’arrivo di nuove norme e l’attuale segretario del Tesoro USA, Mnuchin, stia pianificando l’emissione in tempi brevi di alcune norme che riguardano i wallet crypto di proprietà ossia quelli nonò-custodian.

Il CEO di Coinbase s’è detto al quanto preoccupato del fatto che queste norme potrebbero presentare degli effetti collaterali al quanto indesiderati. Considerando anche che proprio Mnuchin da sempre sia un nemico delle valute digitali e che abbia condiviso l’idea negativa di Trump su questo asset. Entrambi però saranno in carica fino al 19 gennaio, quindi bisogna vedere se riusciranno comunque a portare a termine questo progetto entro la fine prossima del mandato.

Ma se questa nuova regolamentazione si avvererà quale sarebbe l’idea di regolamentazione che si vorrebbe andare a realizzare? Nello specifico, secondo quanto viene riferito da Armstrong, le nuove normative servirebbero a imporre alle istituzioni finanziarie, proprio come Coinbase, la verifica dei destinatari e dei wallet così detti non custodian, verso i quali sono inviate le valute digitali prelevate da Wallet di terze parti, come quelli che sono forniti dagli exchange.

Questa ipotesi rientra anche nella lotta all’eventuale impiego delle criptovalute per finanziare il terrorismo o lottare al riciclaggio di denaro, dato che i wallet non custodian sono del tutto anonimi. Il punto è proprio questo: obbligare chi ha questi wallet a dare un nome al loro portafoglio.

Armostron afferma: in modo superficiale queste sembrerebbe un’idea al quanto ragionevole, ma nella pratica è una cattiva idea perché spesso è poco pratico raccogliere le informazioni per l’identificazione su un destinatario nel campo della criptoeconomia. 

Inoltre, quest’attrito potrebbe portare a limitare diversi casi d’impiego per la crittografia. Le criptovalute non sono solo denaro ma possono digitalizzare ogni risorsa. 

Questa decisione dunque sarebbe un male per tutti gli Stati Uniti, in quanto costringerebbe ai consumatori statunitensi a impiegare le società crittografiche straniere che non sono regolamentate al fine d’ottenere un accesso a questi servizi, a lungo termine metterebbe a rischio lo status degli USA come centro finanziario.

Al momento, in ogni caso non vi sono certezze che l’iniziativa presa sa Mnuchin abbia il tempo di andare a buon fine, inoltre, si fa molta fatica a capire perché proprio a fine mandato ci si dovrebbe imbarcare in un progetto di questo tipo, che prevede comunque una realizzazione molto complessa. 

Silvia Faenza

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dal 2015 si occupa della gestione dei contenuti per aziende e agenzie editoriali online, principalmente in qualità di ghostwriter, copywriter e web editor.

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