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Wotoken, gli ideatori dello schema crypto Ponzi condannati in Cina

Notoriamente la Cina non ha la mano leggera verso coloro che infrangono la legge. Una severità cui non fa eccezione il trattamento riservato ai colletti bianchi del crimine, ovvero coloro che fanno leva sulla finanza per architettare truffe.
Le decisioni delle autorità giudiziarie cinesi nei confronti dei responsabili dello schema crypto Ponzi Wotoken non fanno che confermare l’assunto. Ribadendo che il gigante orientale è assolutamente intenzionato a stroncare attività di carattere truffaldino, reputandole ad alta pericolosità sociale.

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Cosa è Wotoken

Wotoken è uno schema Ponzi portato avanti con strumenti crittografici. Nella truffa sono rimaste coinvolte, secondo i calcoli, non meno di 715mila persone, le quali avevano provveduto a registrarsi alla piattaforma tra il luglio del 2018 e l’ottobre dell’anno successivo.
Le forze dell’ordine cinesi hanno sequestrato nell’ambito dell’inchiesta 425 milioni di yuan (64 milioni di dollari) di proventi illegali, i quali sono stati consegnati al tesoro dello Stato. Nello schema sono stati utilizzati 46.050 Bitcoin, 286 milioni di USD Tether, 2 milioni di ETH , 292.590 di LiteCoin , 56.900 Bitcoin Cash e 6.841.797 di EOS.

Le condanne ai responsabili

Il tribunale intermedio del popolo della città di Yancheng, posizionata nella provincia di Jiangsu, ha rigettato l’appello proposto da Gao Yudong, Li Qibing, Wang Xiaoying e Tian Bo. Ovvero le quattro persone che sono state considerate le menti le quali hanno ideato e portato avanti la truffa di Wotoken.
I quattro sono stati condannati al carcere rispettivamente per otto anni e sei mesi, sette anni, sette anni e due anni e sei mesi, come riportato da IT Times, che ha anche aggiunto come i condannati siano stati inoltre multati per cifre tra i due e un milione di yuan.
Oltre a loro sono stati condannati Li Guomin, a tre anni di prigione (più una multa di 100mila yuan), e Tang Xiaohua, sei mesi di reclusione con un anno di libertà vigilata.
Il ricorso era stato inoltrato dai primi quattro e motivato dalla severità della prima sentenza, giudicata eccessiva in considerazione del fatto che il loro coinvolgimento non era nella veste dei veri ideatori della truffa.

Il precedente di Plustoken

Va anche sottolineato che uno dei condannati era già stato coinvolto nella truffa di Plustoken altro schema Ponzi il quale ha drenato soldi da più di 715mila investitori, per un totale superiore ai 6 miliardi di dollari. Il progetto era stato bloccato nel mese di luglio dalle autorità di contrasto al crimine finanziario, con il conseguente arresto di ben 109 persone e l’accusa di frode a carico di sei persone. A conferma del fatto che il settore della crittografia, proprio per la grande liquidità che lo distingue, sta diventando sempre più praticato dai truffatori. I quali, però, in Cina sembrano destinati a trovare pane per i loro denti. Come confermano le condanne cui sono stati sottoposti i responsabili dei due schemi Ponzi in questione. Una severità che è del resto comprensibile alla luce del fatto che il gigante asiatico è sempre più deciso a procedere sulla strada dell’innovazione finanziaria. Non gradendo, di conseguenza, il fatto che un settore potenzialmente così promettente possa essere macchiato da comportamenti opachi o apertamente illegali, i quali potrebbero spingere i potenziali utenti a rinunciare per paura di essere vittime di frodi.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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