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XRP, il pump and dump di un canale Telegram è sostanzialmente fallito

L'esito dell'operazione ha generato notevole rabbia

Dopo Bitcoin e Dogecoin, ora è il turno di XRP di provare le montagne russe del pump and dump. Il token di Ripple sta infatti dando vita ad una serie di alti e bassi, trainato dall’appoggio di quasi 300mila utenti di Telegram. I quali affermano di non essere legati al sub Reddit WallStreetBets (WSB), né tanto meno all’azienda californiana.
Il cammino di XRP è stato in effetti abbastanza clamoroso, soprattutto alla luce della spada di Damocle che pende sul progetto, sotto forma di una causa intentata a Ripple Labs da parte della Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti.

Ripple - XRP, il pump and dump di un canale Telegram è sostanzialmente fallito

Cosa sta accadendo

Nel corso delle ultime ore, il prezzo di XRP ha toccato quota 0,75 dollari, per poi flettere sino a 0,39. A favorire il movimento ascensionale è stato in particolare il gruppo “Pump and Dump XRP”, formatosi su Telegram sulla scia del WSB di Reddit, sotto la guida di un misterioso The XRP Bully. Al gruppo si sono aggregati ben 200mila utenti, la cui crescita ha evidentemente ispirato un altro aggregato di utenti, t.me/pumpxrpofficial, a sua volta cresciuto grazie al subitaneo afflusso di 95mila persone desiderose di sfruttare a proprio vantaggio l’enorme impatto che caratterizza queste entità.

Le affermazioni di The XRP Bully

A differenza di quanto accaduto con le azioni di GameStop, però, il gruppo di Telegram sembra avere come obiettivo proprio il sostegno a XRP. Ovvero di pomparne la quotazione senza però vendere il token a stretto giro di posta onde capitalizzare l’operazione.
A sottolinearlo è stato proprio The XRP Bully, anche se in effetti si è visto come molti non abbiano poi resistito all’impulso di vendere al fine di ricavarne un immediato profitto. Il leader del gruppo ha poi affermato che il suo scopo è quello di mettere in risalto il valore degli sviluppatori di XRP, considerato da lui la vera risorsa di Ripple.
Una tesi che probabilmente non piacerà a quella comunità crypto la quale, invece, ormai da tempo afferma la sostanziale inutilità dell’intero progetto e la sua rispondenza esclusivamente al desiderio di profitto di Brad Garlinghouse e dei finanziatori di Ripple Labs.

L’incognita della SEC

Il tutto avviene mentre la SEC sembra intenzionata ad andare avanti sulla strada di una collisione con Ripple. La causa per la vendita di titoli non autorizzati, insomma, non subirà alcuno stop, nonostante i tentativi difensivi dell’azienda. Tanto che neanche il tentativo di un accordo preventivo fatto da Brad Garlinghouse per evitare il redde rationem nelle aule di tribunale sembra aver sortito effetto alcuno.
La situazione di XRP, nonostante la pompa di Telegram, rischia presto di tornare molto critica. Soprattutto se coloro che stanno investendo sul token dovessero decidere di trarre profitto dalla posizione presa, lasciando da parte le questioni ideologiche.

Il pump and dump è destinato a rivoluzionare il mercato delle criptovalute?

Alla luce di quanto sta accadendo, più di un osservatore ha comunque iniziato a chiedersi cosa potrebbe accadere se il pump and dump diventasse ordinaria amministrazione anche nel settore delle criptovalute. Il quale è notoriamente volatile anche in misura maggiore di quanto non siano altri mercati finanziari. Con ascese e cadute clamorose le quali sono ormai all’ordine del giorno.
Un trend il quale potrebbe rivelarsi negativo soprattutto nel caso in cui i fondi istituzionali decidessero di ritirare il loro appoggio, crescente nel corso degli ultimi mesi.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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