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YAM Finance, un crollo da ricordare

Dall'altare alla polvere in poche ore

Nell’arco di poche ore è nato e morto il sogno di YAM Finance, ennesimo progetto di finanza decentralizzata il quale si proponeva di sfruttare il vento favorevole per il settore.
Dopo aver raggiunto in poche ore una capitalizzazione pari a 65 milioni di dollari, il token è infatti stato vittima di un clamoroso malfunzionamento che lo ha praticamente distrutto. Secondo CoinGecko, infatti, YAM Finance vale ora zero. Ma cosa è successo, per arrivare a tanto?

YAM Finance, perso il controllo della governance

Un baco presente nella rebasing function ha fatto in modo che YAM Finance perdesse il controllo della governance on-chain. A rivelarlo è stato il blog prodotto dal gruppo di lavoro del progetto. Nel quale è stato spiegato che proprio il bug ha permesso la generazione in eccesso di riserve. Impedendo per il futuro la messa in campo di qualsiasi operazione di governance.
In pratica, la presenza di un errore di scrittura della funzione che gestisce la total supply ha reso possibile aggiungere circa mezzo milione di dollari di yCRV alle riserve di YAM. Un problema il quale poteva essere risolto dalla community prima del successivo rebase, senza che ciò avvenisse.

Le gravissime conseguenze di mercato

Anche Brock Elmore, co-fondatore del progetto, ha commentato quanto accaduto. Affermando di essere sopraffatto dal dolore per la fine anticipata di un progetto sul quale aveva evidentemente riposto grande fiducia.
Ne ha del resto tutte le ragioni, se si pensa che una volta reso noto l’accaduto, il prezzo di YAM Finance è crollato da 150 a 13 dollari. Per poi inabissarsi poco sopra i due dollari e mezzo, perdendo il 98% rispetto al massimo di 164 dollari che aveva fatto registrare nella prima giornata di contrattazioni.

La lezione da trarre dalla vicenda

Quanto accaduto a YAM Finance, e a coloro che ci avevano investito soldi, dovrebbe suonare alla stregua di un monito per il futuro. In questo momento, infatti, stanno facendo il loro debutto molti progetti di DeFi. Unificati da un punto di contatto ben preciso: il grande successo riscosso da ognuno di essi. Il feeling con gli investitori è molto evidente. Ma anche molto pericoloso, in quanto come al solito accanto a progetti di grande rilievo ve ne sono altri che hanno un chiaro sapore speculativo.
In pratica si sta riproponendo lo stesso andamento che ha caratterizzato le ICO (Initial Coin Offering) sulle criptovalute di qualche anno fa. Anche in quel caso troppe persone decisero di investire i loro soldi senza riservare la dovuta attenzione in fase di scelta. La bolla creatasi all’improvvisò scoppiò, disseminando il campo di vittime.

YAM Finance: la lezione sarà recepita dal mercato?

Si spera che stavolta la lezione di allora sia tenuta in mente da chi è interessato ad investire nella finanza decentralizzata. Prima di sposare un progetto, lo stesso dovrebbe esser oggetto di attenta e serrata analisi. Non solo può accadere che a presentarlo siano veri e propri truffatori, ma anche che la proposta sia assolutamente onesta, ma non supportata da caratteristiche tali da garantire il suo successo. Come è accaduto nel caso di YAM Finance.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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