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Yam Finance, un ritorno controverso

Come andrà stavolta?

Yam Finance, protocollo di finanza decentralizzata crollato con grande clamore il mese passato, si appresta a tornare sul mercato in versione riveduta e corretta. Quella precedente, infatti, si era letteralmente inabissata a causa di un bug inaspettato. Il quale aveva causato il conio di un eccesso di risorse tale da impedire ogni processo di governance e il blocco del progetto al fine di evitare guai peggiori.

Yam Finance - Yam Finance, un ritorno controverso

Yam Finance: cos’è accaduto nel frattempo

Dopo aver raccolto oltre mezzo miliardo di dollari dagli investitori nell’arco di appena 24 ore, Yam Finance era letteralmente stato affondato dai difetti non riscontrati dagli sviluppatori. Una crisi la quale è stata affrontata delegando alla comunità l’incarico di risolvere le criticità emerse.
Un compito espletato con una triplice scelta:

  1. il cambio dell’asset di riserva di Yam in yUSD;
  2. l’estensione a due giorni del periodo di votazione;
  3. l’adeguamento delle soglie relative a proposte e quorum.

Il contributo dato da PeckShield

Nel periodo in considerazione, si è poi rivelato decisivo il contribuito fornito da PeckShield, una società che si occupa di sicurezza blockchain. La quale ha dato vita ad un esame capillare, nel corso del quale sono stati individuati i problemi gravanti sulla versione incriminata di Yam Finance.
In particolare, nel corso di questo esame sarebbero stati identificati 17 bug di codifica di base e 12 problemi relativi alle logiche di business e concernenti operazioni di sistema. Inoltre, i tecnici di PeckShield avrebbero fornito sei consigli aggiuntivi, per cercare di ottimizzare il sistema.

Yam Finance: le conclusioni di PeckShield

A margine dell’esame, Peckshield ha anche reso note le conclusioni, le quali possono essere considerate positive per Yam Finance. Affermando in particolare che il progetto rappresenta un esperimento molto interessante e innovativo. Un giudizio motivato in particolare proprio dai processi di governance messi in campo. Cui vanno poi aggiunti la progettazione e l’implementazione successiva. Aggiungendo che, però, gli smart contract si trovano in una fase iniziale e devono quindi essere oggetto di grande cautela.

Tutto risolto? Meglio attendere per dare un giudizio compiuto

Per poter capire se i problemi sono stati effettivamente risolti, occorre però attendere il 18 settembre, giorno in cui la nuova versione di Yam Finance sarà rilasciata.
Naturalmente l’augurio è che sia effettivamente così. Un nuovo fallimento, infatti, metterebbe a serio repentaglio la stessa credibilità della finanza decentralizzata. Già sottoposta a grandi critiche a causa della vicenda che ha interessato SushiSwap, innescando forti dubbi presso esperti e fautori degli asset digitali.

DeFi: i dubbi si stanno rafforzando

Proprio quanto accaduto nel caso di SushiSwap ha dato la stura a notevoli polemiche. La vicenda, infatti, ha assunto tinte abbastanza grottesche a seguito dell’improvvido comportamento di uno dei protagonisti del progetto, Chef Nomi. Il quale è poi tornato suoi passi, quando però il danno d’immagine era già stato servito sul tavolo.
Le sue mosse, infatti, hanno dato modo ai critici della finanza decentralizzata di metterla ancora sotto accusa. Come ha fatto Ryan Selkis, fondatore di Messari, il quale non ha avuto peli sulla lingua, bollando la DeFi alla stregua di una vera e propria truffa.
Un giudizio durissimo il quale, però, potrebbe presto essere condiviso da chi è stato danneggiato nelle complesse vicende che hanno riguardato anche Yam Finance. Proprio per questo la speranza è che stavolta tutto vada a buon fine.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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