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Yeld Finance, scoperti alcuni bug nella versione Beta

La piattaforma è stata per ora sospesa

Il team di sviluppo di Yeld Finance ha annunciato la scoperta di una serie di bug nella versione Beta del progetto. Decidendo di conseguenza il suo momentaneo spegnimento. Una decisione la quale sembra del tutto logica e tesa ad impedire che si possano verificare problemi tali da compromettere la reputazione del protocollo nato a settembre con l’intento di premiare i possessori di token e gli staker per mezzo di una dApp per stablecoin. Ora si attendono i successivi sviluppi di una vicenda che potrebbe danneggiare non poco chi ha investito nel progetto.

Yeld Finance - Yeld Finance, scoperti alcuni bug nella versione Beta

Come funziona Yeld Finance

Come abbiamo ricordato, il progetto prevede dei premi a chi possiede token e a chi funge da staker. Inoltre consente di guadagnare ETH mettendo in staking i propri token YELD, grazie alla presenza dell’algoritmo Retirement Yield.
Proprio YELD vede incrementato il suo valore ogni volta che un nuovo utente decide di apportare il proprio quantitativo di token nella dApp. A renderlo possibile è un meccanismo Buy & Burn che è stato ritoccato in modo da ridurre l’offerta permettendo al valore di crescere.
L’algoritmo  opera dividendo il rendimento giornaliero generato dagli utenti al fine di acquistare automaticamente ETH e scambiarlo con token YELD su Uniswap. I token YELD sono a loro volta eliminati con il preciso intento di andare a ridurre l’offerta totale, sino a portarla al numero di 10mila YELD. Un meccanismo che sin dal primo momento ha catturato notevole interesse da parte degli investitori.

Problemi non nuovi

Le ultime vicissitudini relative a Yeld Finance non arrivano comunque come un fulmine a ciel sereno. Già all’inizio del mese, infatti, erano trapelate le notizie relative a due audit. Il primo condotto da Bramah System il 2 ottobre, l’altro messo in campo tre giorni più tardi ad opera di CoinFabrik.
Nonostante ciò ora emergono nuovi problemi i quali dovranno essere corretti al più presto possibile. Se, infatti, siamo ancora alla fase Beta del protocollo, nella realtà già dall’8 settembre il token ha fatto la sua comparsa sui mercati. Destando notevole interesse, se si considera che dopo l’esordio a quota 33 dollari, alla fine del mese il suo prezzo ha iniziato una notevole escalation. Il cui apice lo ha spinto a 342 dollari, livello toccato il 3 ottobre.
Da lì, proprio in coincidenza con le prime voci relative ai problemi tecnici, YELD ha iniziato un ritracciamento. Culminato nei 138 dollari cui è sceso dopo l’annuncio relativo allo stop.

A proposito di Yeld Finance

Va peraltro sottolineato come Yeld.finance sia uno dei pochi progetti yearn in grado di vantare uno sviluppatore già noto e facilmente individuabile. Si tratta di Merunas Grincalaitis, un lituano che risiede in Spagna dall’età di 4 anni, il quale può vantare già un triennio di lavoro in Solidity.
Si deve proprio a lui l’intuizione che rende speciale Yeld.finance, ovvero l’intento di premiare i possessori di YELD riducendone l’offerta.
Nei piani futuri di Grincalaitis c’è non solo il reclutamento di altri sviluppatori, ma anche la creazione di una stablecoin e il varo di una piattaforma in grado di governare al meglio il progetto. Progetti ambiziosi, i quali presuppongono però un deciso miglioramento del protocollo, in modo da offrire un ecosistema non solo ambizioso, ma anche sicuro.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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