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Yuan digitale: è possibile richiedere il wallet in sei banche statali

La CBDC di Pechino prosegue la sua Lunga Marcia

Lo yuan digitale procede a tappe forzate verso il suo debutto. Secondo un recente rapporto pubblicato dal Securities Times, i residenti dalla Cina possono ora richiedere il portafoglio digitale di yuan, compatibile con il progetto di valuta digitale della Banca popolare cinese.
Lo stesso documento afferma inoltre che i residenti di Pechino e Shanghai possono richiedere il wallet tramite sei istituzioni finanziarie statali. Tra le banche in questione la Bank of Communications, l’Agricultural Bank of China, la Bank of China, la China Construction Bank e la Postal Savings Bank of China.

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Lo yuan digitale è già accettato dai commercianti

La CBDC cinese è ormai entrata nella fase finale di test che erano previsti prima del suo debutto ufficiale. Tanto da essere accettata in molti esercizi commerciali, tra cui i grandi magazzini Huijin, nei distributori automatici della metropolitana di Shanghai e nel centro commerciale Xujiahui.
Il rapporto di Securities Times spiega inoltre che gli utenti interessati possono accedere all’applicazione per poter richiedere il wallet tramite la semplice scansione di un codice QR. Potendo inoltre raggruppare i fondi della loro carta di credito all’interno dello stesso portafoglio digitale. Il quale ha un limite di pagamento massimo di 1.000 yuan al giorno, il quale può comunque essere aggiornato al fine di elevarlo.

La fase di test sta entrando nella sua parte finale

Lo yuan digitale sembra ormai sul punto di concludere felicemente la sua Lunga Marcia. Al momento non si hanno notizie relative a eventuali problematiche e di conseguenza dovrebbero essere rispettati i tempi che erano trapelati in precedenza. Ovvero il debutto della crypto di Stato cinese entro la fine dell’anno. Per effetto del quale lo yuan digitale sarebbe pronto per essere utilizzato nel corso delle prossime Olimpiadi invernali di Pechino.
Il tutto a patto che le sempre più frequenti tensioni tra il gigante orientale e gli Stati Uniti non arrivino ad una deflagrazione. Una ipotesi non proprio da escludere, dopo le parole del nuovo presidente statunitense Joe Biden. Il quale ha affermato che non permetterà mai alla Cina di diventare la maggiore potenza mondiale.

La risposta del governo cinese a Biden

Parole assolutamente improprie, quelle di Biden, cui si è incaricato di rispondere lo stesso governo cinese. Affermando che il suo obiettivo non è quello di assumere la guida del mondo, bensì di migliorare il Paese. Una risposta tesa con tutta evidenza a non alimentare una corsa alla tensione che pochi riuscirebbero a capire, in un momento in cui il Covid continua a riversare i suoi effetti letali a livello globale.
Peraltro, la battaglia tra le due superpotenze sembra al momento vedere Washington in posizione di notevole subordinazione, almeno a livello tecnologico. Gli Stati Uniti sono infatti in netto ritardo per quanto riguarda l’eventuale varo di un dollaro digitale. Tanto che si parla del lancio del Fedcoin, nome con cui è attualmente noto il progetto che vede impegnati Federal Reserve e Massachusetts Institute of Technology (MIT), solo per il prossimo mese di luglio.
Mentre anche per quanto riguarda la tecnologia blockchain, la Cina ha ormai da tempo sorpassato gli Stati Uniti, come dimostra il numero di brevetti registrati annualmente dai due Paesi. Forse Biden dovrebbe iniziare a preoccuparsi di questi aspetti, invece di minacciare apertamente Pechino.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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