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Yuan digitale: secondo la National Intelligence è pericoloso per gli Stati Uniti

Inizia a filtrare preoccupazione nelle agenzie governative statunitensi

Se la politica non sembra eccessivamente preoccupata per la forte accelerazione dello yuan digitale, le voci allarmate negli Stati Uniti stanno aumentando. Tra gli ultimi arrivati nel coro c’è anche la National Intelligence, la quale ha deciso di mettere in guardia le altre agenzie governative in relazione ai notevoli rischi rappresentati dall’imminente valuta digitale cinese. Per la quale l’esordio sui mercati è atteso nel corso del 2021. Con esiti che potrebbero rivelarsi esiziali per la leadership finanziaria degli Stati Uniti.

Xi Jinping - Yuan digitale: secondo la National Intelligence è pericoloso per gli Stati Uniti

 

L’allarme di John Ratcliffe

E’ stato il Washington Examiner a riferire di una lettera inviata dal direttore della National Intelligence, John Ratcliffe al presidente della Securities and Exchange Commission (SEC), Jay Clayton. Nella quale avrebbe proposto dei meeting al fine di discutere sui problemi di sicurezza nazionali derivanti dal predominio del gigante orientale nel settore del mining e dai progressi di Pechino in direzione della prossima realizzazione di uno yuan digitale.
Nella sua comunicazione, Ratcliffe avrebbe anche provveduto a spronare Clayton ad adoperarsi al fine di garantire la competitività delle società crittografiche degli Stati Uniti. Contrariamente a quanto accade attualmente.

Lo yuan digitale potrebbe segnare la fine del potere imperiale del dollaro?

Com’è noto, la forza degli Stati Uniti è fondata anche sul dominio esercitato dal dollaro a livello finanziario. La grande domanda di dollari anche al di fuori dei confini nazionali permette alle autorità monetarie di poter stampare grandi quantitativi di denaro senza provocare l’iperinflazione che ne dovrebbe conseguire.
Ora, però, la situazione sembra sul punto di mutare profondamente, sotto l’attacco della CBDC cinese. La quale potrebbe in effetti rappresentare una forte concorrente per il dollaro, alla luce dell’utilizzo che potrebbero farne non solo i cittadini cinesi.

Un miliardo di utenti entro un decennio?

Se sino a qualche mese fa gli Stati Uniti non sembravano prendere sul serio l’ipotesi di uno yuan digitale, un recente rapporto di Goldman Sachs potrebbe aver fatto fischiare le orecchie a più di qualcuno.
Secondo gli analisti della banca d’affari, infatti, entro un decennio potrebbero essere circa un miliardo le persone che utilizzeranno la moneta digitale di Pechino.
Una ipotesi la quale non sembra assolutamente irrealistica alla luce del fatto che già la Corea del Sud ha fatto sapere di non avere nulla da eccepire sull’adozione dello yuan digitale da parte dei suoi cittadini. In particolare quelli che hanno a che fare con il massiccio turismo dei cinesi in direzione di Seul e dintorni.

Che fine ha fatto il progetto del dollaro digitale?

Quanto affermato da Ratcliffe sembra poter riportare ben presto in auge il Digital Dollar Project. Il piano lanciato da Accenture e Digital Dollar Foundation è in effetti caduto nel dimenticatoio nel corso delle ultime settimane. Messo in penombra dalla gara per la Casa Bianca, che ha monopolizzato le attenzioni della politica a stelle e strisce.
Ora che Biden ha vinto, però, potrebbe tornare sotto la luce dei riflettori. Soprattutto in un momento in cui l’economia statunitense non se la passa bene, messa in evidente difficoltà dal diffondersi del Covid. Se non vorrà agevolare il compito di Pechino, il nuovo governo statunitense dovrà provare a recuperare il tempo perso. In gioco, infatti, non c’è soltanto la leadership a livello di immagine, ma anche quella commerciale. Una Cina che è già uscita dalla fase più pericolosa della pandemia sembra in effetti stagliarsi sempre più minacciosa all’orizzonte di Walshington.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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