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Yuan digitale, sono 140 milioni i portafogli elettronici aperti

In pratica circa il 10% della popolazione sarebbe già coinvolta nei test di prova

Nel corso dell’Hong Kong Fintech Festival si è dibattuto in relazione ai test in corso sullo yuan digitale. Proprio nel corso dell’evento è peraltro stata diffusa una notizia di notevole rilievo. A farlo è stato Mu Changchun, il direttore generale del Digital Currency Research Institute della banca centrale cinese (PBoC), secondo il quale il numero dei portafogli digitali che sono stati aperti al fine di supportarlo è aumentato di quasi sette volte dal mese di giugno. Attestandosi di conseguenza a quota 140 milioni.
Occorre però sottolineare che il numero delle persone coinvolte nell’esperimento potrebbe essere minore. E’ infatti possibile che alcuni abbiano deciso di aprire due wallet, anche alla luce della considerazione che basta in fondo un numero di telefono per procedere in tal senso. Nel caso invece che ad ogni portafogli digitale corrisponda effettivamente una persona il dato sarebbe di assoluto rilievo. In quanto sarebbe già al 10% il dato relativo ai cinesi i quali hanno provato la CBDC (Central Bank Digital Currency) di Pechino.
Tra gli altri dati, da ricordare quello in base al quale il numero di commercianti in grado di accettare lo yuan digitale ammonterebbe a 1,55 milioni. Mentre di minor rilievo è l’aumento fatto registrare nell’arco di tempo considerato dalle transazioni, le quali sono soltanto raddoppiate.

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Le dichiarazioni di Mu Changchun

Lo stesso Mu Changchun ha poi sottolineato come non esista ancora un piano specifico relativo al lancio dello yuan digitale. Nel frattempo, però, fervono i preparativi per quello che si annuncia come un evento epocale.
In particolare, le istituzioni stanno lavorando al fine di migliorare la sicurezza e la gestione dei rischi. Un compito il quale obbedisce alla consapevolezza che la CBDC cinese potrebbe rivelarsi una vera e propria attrazione per gli hacker. Costringendo quindi ad un lavoro ancora più accurato del solito.
Anche sul piano normativo i lavori avanzano con un passo molto sostenuto. L’obiettivo da perseguire in tal senso è un quadro legislativo personalizzato. Tale cioè da tenere in conto la possibilità che possano evidenziarsi contrasti con le normative esistenti.

Il problema dell’anonimato

Sempre Mu Changchun aveva in precedenza affrontato il discorso relativo all’anonimato. Lo aveva fatto nel corso della DC Fintech Week, quando aveva affermato un vero e proprio fraintendimento sulla questione, da parte di molti. Secondo lui, infatti, se è vero che i portafogli per i pagamenti di piccolo valore richiedono un numero di telefono per essere aperti, la banca centrale avrebbe bisogno di un mandato al fine di poter conoscere l’identità dell’individuo collegato a tale recapito.
Secondo Mu Changchung, quindi, sarebbe errato affermare che il governo cinese possa utilizzare lo yuan digitale alla stregua di uno strumento di controllo. Anzi, per Pechino sarebbe molto più facile utilizzare fornitori di servizi di pagamento come Alipay o WeChat Pay, per farlo. Gli stessi, infatti, richiedono l’identificazione convenzionale al momento dell’iscrizione. Senza però poterlo fare all’atto pratico.

La legge cinese sulla protezione delle informazioni personali (PIPL)

Il passato 20 agosto, è stata approvata la nuova legge cinese sulla protezione delle informazioni personali (PIPL). Si tratta di un evento passato sotto traccia in Occidente, ma dalle notevoli implicazioni. In base alla nuova normativa, infatti, le società di telecomunicazioni non potranno più rilasciare alcuna informazione relativa all’identità degli utenti a terzi. Nel novero è inclusa anche la banca centrale.
Ne consegue che la PBoC, le banche commerciali e i fornitori di servizi di pagamento non possono accedere alle informazioni personali collegate a un determinato numero. Quindi, l’anonimato non può essere violato.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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